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Discalculia

Che cosโ€™รจ la Discalculia?

Discalculia

La discalculia fa parte dei Disturbi Specifici dellโ€™Apprendimento (DSA) e riguarda le abilitร  matematiche e di calcolo. Fanno parte dei DSA anche dislessia, disortografia e disgrafia, di cui abbiamo giร  parlato in articoli precedenti. Oggi approfondiamo lโ€™aspetto della discalculia, chiarendo alcuni punti fondamentali.

Fino ad adesso sono stati identificati almeno 2 profili di discalculia. Un primo profilo รจ relativo alle difficoltร  nella cognizione numerica di base e l’altro รจ relativo alle difficoltร  nelle procedure esecutive e del calcolo scritto.

Profilo 1: Discalculia e cognizione numerica di base

La cognizione numerica di base riguarda tutte quelle abilitร  innate che vengono sviluppate dai bambini dalla nascita in poi. Questo significa che ci sono alcune competenze numeriche che ognuno di noi sviluppa prima di accedere alla scuola primaria e che hanno una base innata. Mano a mano che il bambino cresce, sviluppa diverse competenze quali: subitizing (capacitร  di distinguere in modo rapido la quantitร  di un numero di oggetti), quantificazione, comparazione, seriazione e strategie di calcolo a mente. Queste sono le basi su cui poi si andranno a sviluppare le procedure esecutive che impariamo a scuola.

Esempi di Difficoltร  nella cognizione numerica di base

Bambini e ragazzi che non abbiano sviluppato appieno queste capacitร , possono, ad esempio, presentare difficoltร  nellโ€™ordinamento di numeri dal piรน piccolo al piรน grande su una linea immaginaria, avere difficoltร  nel distinguere velocemente insiemi piรน o meno numerosi o avere difficoltร  a distinguere quale numero รจ maggiore dellโ€™altro.

Si puรฒ fare qualcosa per questo profilo di discalculia?

Sรฌ! Nel caso in cui si notino alcune difficoltร  sopra descritte, รจ possibile sia fare un accertamento delle abilitร , sia impostare un percorso di potenziamento. Il percorso permetterร  di migliorare e consolidare le basi. Dato che si tratta di abilitร  che dovrebbero essere innate, prima si agisce e meglio รจ al fine di agevolare i futuri apprendimenti scolastici.

Profilo 2: Discalculia e procedure esecutive

Il secondo profilo di discalculia, si riferisce invece a difficoltร  relative alle procedure esecutive e alle difficoltร  di calcolo.
Fanno parte delle procedure esecutive la lettura, la scrittura e la messa in colonna dei numeri. Fanno, invece, parte delle difficoltร  di calcolo il recupero dei fatti numerici (tabelline e operazioni semplici) e gli algoritmi (regole) del calcolo scritto.

Esempi di difficoltร  e procedure esecutive

Chi rientra in questo secondo profilo puรฒ presentare difficoltร  nella lettura e scrittura dei numeri e confondere, ad esempio il 6 e il 9,  sbagliare nel mettere in colonna i numeri per eseguire le operazioni, avere difficoltร  nel ricordare le procedure per eseguire i calcoli e avere difficoltร  a ricordare anche le operazioni piรน semplici come le tabelline.

Si puรฒ fare qualcosa per questo profilo di discalculia?

Anche in questo caso la risposta รจ sรฌ! Eโ€™ possibile intervenire, sia per valutare realmente le abilitร , sia per potenziarle e aiutare i bambini e i ragazzi nelle procedure matematiche e nei calcoli.

Riassumendoโ€ฆ

Nel primo profilo descritto, si hanno difficoltร  rispetto alle procedure di base che dovrebbero essere innate, nel secondo profilo invece si hanno difficoltร  legate alle procedure esecutive.

La discalculia รจ diagnosticabile a partire dalla fine della 3ยฐ primaria, differentemente da dislessia e disortografia che possono essere diagnosticate a partire dalla fine della 2ยฐ primaria. Nonostante questo, รจ comunque possibile eseguire dei test che valutino i prerequisiti necessari per sviluppare correttamente le abilitร  numeriche e di calcolo.


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Disortografia e Disgrafia

Che Differenza c’รจ fra Disortografia e Disgrafia?

Disortografia e Disgrafia

La Disortografia e la Disgrafia fanno parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). I DSA sono disturbi del neurosviluppo che colpiscono una o piรน abilitร  fra lettura, scrittura e matematica. Si chiamano Specifici proprio perchรฉ colpiscono specificatamente queste aree, a fronte di unโ€™intelligenza nella norma.

Abbiamo giร  spiegato in articoli precedenti sia cosa siano, in generale, i DSA, sia cosa sia la Dislessia. Oggi cercheremo di chiarire cosa siano la disortografia e la disgrafia.

Aspetti comuni

Spesso si tende a confonderle perchรฉ sia la disortografia, sia la disgrafia sono difficoltร  specifiche di apprendimento legate alla scrittura. Tuttavia i loro aspetti in comune finiscono qui. Infattiโ€ฆ

Disortografia

La disortografia riguarda lโ€™ortografia, ovvero il modo di scrivere corrispondente alla norma grammaticale. Piรน semplicemente lโ€™ortografia si riferisce al rispetto delle regole grammaticali. Di conseguenza, per disortografia si intende un disturbo specifico di apprendimento tale per cui il ragazzo non riesce a rispettare alcune regole grammaticali e compie numerosi errori. Gli errori sono i piรน vari: errori nella scrittura delle doppie, dei gruppi consonantici gn-gli-ghi-ghe-gi-ge-ci-ce, errori nella scrittura delle parole con lโ€™apostrofo e con lโ€™H.

Le persone con disortografia conoscono le regole grammaticali, ma non sono in grado di applicarle in maniera automatica. Questo significa che mentre scrivono una frase o pensano al senso della frase o alle regole grammaticali. Motivo per cui, spesso, almeno per i primi tempi, negli scritti dei ragazzi con disortografia si da maggior peso al contenuto piuttosto che alla forma.

Si puรฒ fare qualcosa per la disortografia?

Certo! Per le persone con disortografia รจ possibile migliorare e cercare di rendere piรน automatica lโ€™applicazione delle regole. Il percorso รจ lungo e difficile, ma ci si puรฒ riuscire. Ovviamente nei momenti di agitazione e/ o di stanchezza, gli errori possono saltare nuovamente fuori.

Disgrafia

La disgrafia riguarda invece la calligrafia, ovvero la forma della scrittura ed in particolare quella in corsivo. Eโ€™ possibile diagnosticarla durante il ciclo della primaria, successivamente รจ piรน complicato perchรฉ crescendo ognuno di noi personalizza la propria calligrafia allontanandosi dalla scrittura accademica.

Una persona con disgrafia ha una calligrafia poco leggibile, quasi incomprensibile anche da se stessa. In genere รจ associata ad una gestione dello spazio-foglio non ottimale, quindi non riesce ad andare in linea, le lettere passano dall’ essere molto grandi ad essere molto piccole anche allโ€™ interno della stessa frase.

La disgrafia รจ pertanto legata alla motricitร  fine, persone con disgrafia hanno infatti anche difficoltร  in piccole cose della vita quotidiana come allacciarsi le scarpe o abbottonarsi la camicia o la giacca.

ย ย Si puรฒ fare qualcosa per la Disgrafia?

Anche qui la risposta รจ sรฌ, Si puรฒ fare molto! Attraverso un buon percorso della durata di circa un anno, si vede un miglioramento sia della calligrafia, sia della motricitร  fine negli aspetti quotidiani.

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Dislessia e Difficoltร  di Lettura

Sfatiamo i Falsi Miti e Facciamo Chiarezza

Dislessia e Difficoltร  di Lettura

Si sente spesso parlare di Dislessia e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), ma c’รจ ancora molta confusione su cosa siano e, soprattutto, su come aiutare e cosa aspettarsi da bambini, ragazzi e anche adulti con DSA.
Per un approfondimento su cosa siano i DSA rimandiamo ad un articolo precedente, cosรฌ come per l’approfondimento su come leggono le persone con dislessia.
In questo articolo cercheremo invece di sfatare qualche falso mito e qualche convinzione ancora presente.

Sfatiamo qualche falso mito sulla Dislessia!

“I ragazzi con dislessia hanno un’intelligenza sotto la norma”

FALSO! Bambini e ragazzi con dislessia o qualsiasi forma di DSA non hanno un’intelligenza sotto la norma. Anzi รจ proprio un criterio di esclusione, questo significa che il professionista prima di emettere una diagnosi di DSA, deve assicurarsi che l’intelligenza del bambino sia nella norma.

“Dislessici si diventa”

FALSO! Dislessici non si diventa, ma si รจ. E’, infatti, un disturbo del neurosviluppo. E’ possibile, tuttavia, che non ci si accorga immediatamente di questo disturbo se lieve e se il bambino attua giร  da solo alcuni metodi compensativi. Puรฒ tuttavia emergere in modo piรน severo con l’aumento delle richieste scolastiche.

“I bambini con dislessia non hanno voglia di leggere”

FALSO! Spesso a molti bambini con dislessia piace leggere, seppure fanno molta fatica.
La poca voglia di leggere da una parte รจ fisiologica, come per molti bambini a sviluppo tipico, dall’altra deriva dalla fatica che questi bambini fanno durante la lettura, portandoli a preferire l’ascolto del racconto piuttosto che la lettura.

“Se si รจ dislessici, non c’รจ piรน speranza”

FALSO! E’ possibile migliorare le capacitร  delle persone con dislessia o altri disturbi specifici dell’apprendimento. Prima si riesce ad individuare il disturbo, prima si puรฒ intervenire con un percorso mirato. E’ possibile migliorare anche per adolescenti e adulti!

“E’ vero che piรน si legge meglio รจ?”

Non proprio, questo puรฒ funzionare per un bambino a sviluppo tipico, ma non per un bambino con dislessia.

“Perchรฉ?”

La persona con dislessia non riesce ad automatizzare la lettura, leggere tanto non aiuta a renderla automatica perchรฉ prima รจ necessario lavorare su quello che sta sotto la dislessia come la memoria di lavoro e l’attenzione.

“Ragazzi con DSA devono scegliere scuole meno impegnative”

FALSO! I ragazzi con DSA devono scegliere la scuola che preferiscono, pensando al proprio futuro. L’importante รจ fare ogni anno un buon PDP (Piano Didattico Personalizzato) e seguire dei percorsi apposta per potenziare le proprie abilitร  e impostare un metodo di studio basato sui propri punti di forza.

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Potenziamento Cognitivo o Aiuto Compiti?

E’ meglio un Percorso di Potenziamento o di Aiuto Compiti?

Potenziamento cognitivo o aiuto compiti?

Spesso si sente parlare di aiuto compiti, sostegno al metodo di studio e metacognizione e di potenziamento cognitivo, ma ancora piรน spesso non si comprende quale differenza ci sia e cosa sia meglio scegliere per il bambino.
Scopo di questo articolo รจ fugare ogni dubbio, una volta per tutte!

Si parla di aiuto compiti tutte quelle volte in cui il bambino viene seguito durante lo svolgimento dei compiti, chiarendo concetti complessi, spiegando informazioni poco chiare e riprendendolo nel caso di distrazione, senza tuttavia dare indicazioni su come studiare un testo e senza indicare strategie alternative di studio. Nell’aiuto compiti la relazione รจ spesso uno a molti.
L’aiuto compiti รจ pertanto un supporto indicato per tutti quei bambini che non hanno difficoltร  di apprendimento e che hanno giร  un proprio metodo di studio consolidato e funzionante. L’aiuto compiti puรฒ aiutare il bambino a concentrarsi, organizzarsi e svolgere i compiti in un minor tempo proprio perchรฉ seguito da un adulto che interviene in caso di bisogno.

Si parla di sostegno al metodo di studio e metacognizione tutte quelle volte in cui il bambino o ragazzo viene seguito per trovare un metodo di studio adatto a lui, basandosi sui suoi punti di forza, divenendo consapevole delle strategie migliori per se stesso. In genere la relazione รจ uno ad uno, ma puรฒ anche essere uno a due, tre se i bambini sono piuttosto omogenei sia a livello di caratteristiche, sia a livello di etร .
Il sostegno al metodo di studio e metacognizione รจ adatta a tutti quei bambini o ragazzi con o senza difficoltร  di apprendimento che non abbiano ancora trovato un metodo di studio efficace da applicare. A differenza dell’aiuto compiti, pertanto, l’obbiettivo non รจ riuscire a concludere gli esercizi, ma trovare un metodo idoneo che il bambino possa applicare anche in autonomia a casa.

Si parla infine di potenziamento cognitivo tutte quelle volte in cui il bambino o ragazzo รจ seguito per potenziare alcuni aspetti legati ad attenzione, lettura, funzioni esecutive, memoria di lavoro,…tutte quelle componenti che sottostanno alle difficoltร  di apprendimento. In questo caso la relazione รจ sempre uno ad uno poichรฉ il potenziamento richiede estrema concentrazione e deve essere tarato sul bambino di volta in volta seguendone i progressi.
Il potenziamento cognitivo รจ adatto a tutti quei bambini o ragazzi con difficoltร  di apprendimento e/o di attenzione che fanno fatica nei vari aspetti dell’apprendimento. A differenza del sostegno al metodo di studio, nel potenziamento cognitivo si lavora sulle difficoltร  sottostanti al metodo di studio, aumentando le risorse cognitive del bambino.
Il potenziamento cognitivo deve essere effettuato regolarmente, in modo continuativo e progressivo al fine di ottenere buoni risultati perchรฉ si va a lavorare sulle funzioni esecutive.
A seguito o in parallelo al potenziamento cognitivo puรฒ essere affiancato un percorso sul metodo di studio, per imparare come affrontare lo studio o un percorso di aiuto compiti per lavorare sull’autonomia se si ha giร  un metodo di studio efficace.

Concludendo, possiamo affermare che la scelta del percorso dipenda esclusivamente dall’obiettivo che si vuole raggiungere e dalle abilitร  del bambino o ragazzo. Scegliere il percorso piรน adatto รจ fondamentale per portare progressivamente i bambini all’autonomia e all’indipendenza. E’ pertanto necessario scegliere sempre pensando al futuro e non al bisogno immediato. Malgrado sia difficile e scoraggiante impegnarsi in percorsi a lunga durata, spesso scegliere un percorso piรน impegnativo e piรน lungo nel presente, puรฒ portare a risultati migliori nel futuro. Dobbiamo sempre chiederci e, nel caso affidarci agli esperti, che cosa sia meglio per il futuro del bambino.

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Dislessia

Come Leggono le Persone con Dislessia

Libri, lettura e dislessia

In un articolo precedente, abbiamo parlato dellโ€™importanza dellโ€™attenzione e delle memorie anche nei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), ma come legge una persona con dislessia? E perchรฉ?

Secondo la Neuropsicologia, ci sono due vie per la lettura: la via fonologica e la via lessicale. La prima permette una conversione grafema/fonema e quindi una lettura lettera per lettera, mentre la seconda permette una lettura piรน veloce accedendo al significato della parola.

Quando impariamo a leggere, utilizziamo prevalentemente la via fonologica, leggendo lettera per lettera. Attraverso la pratica e lโ€™automatizzazione di questa via, si passa gradualmente a sviluppare la via lessicale che ci permette di leggere le parole piรน velocemente, proprio perchรฉ sono conosciute e riusciamo ad accedere al loro significato.

DI QUALI RISORSE ABBIAMO BISOGNO PER CONSOLIDARE LA VIA FONOLOGICA?

Per passare dalla via fonologica a quella lessicale, รจ necessario che venga ben consolidata la via fonologica e, per farlo, sono necessarie alcune risorse.

1- Risorse attentive: utili per associare il suono al grafema
2- Attenzione Spaziale: utile per spostare lโ€™attenzione da una lettera allโ€™altra e da una parola a quella successiva
3- Memoria di Lavoro: utile per conservare le lettere e completare la decodifica
4- Visuo-Percezione: utile per riconoscere lettere e suoni simili

Una volta consolidata la via fonologica siamo pertanto in grado di riconoscere velocemente le lettere e associarle ai suoni corrispondenti.

SAPER SPOSTARE Lโ€™ATTENZIONE IN MODO FUNZIONALE ALLA LETTURA.

Una volta che la via fonologica รจ stata ben acquisita, รจ importante essere in grado di spostare lโ€™attenzione in modo funzionale. 
Eโ€™ infatti importante avere la capacitร  di stringere il fuoco dellโ€™attenzione su determinati particolari o di allargarlo sullโ€™intera parola.

RICONOSCIMENTO DELLA FORMA DELLE PAROLE

Una volta acquisita la capacitร  di gestire il fuoco dellโ€™attenzione, si puรฒ passare alla formazione di una memoria a lungo termine per la forma delle parole. Questo permette, quando leggiamo un testo, di riconoscere immediatamente le parole che fanno parte di questa memoria e di leggerle velocemente accedendo al loro significato.

A questo punto la via lessicale รจ sviluppata e verrร  utilizzata in modo preferenziale poichรฉ piรน veloce ed efficiente.

Come abbiamo visto, la formazione della capacitร  di leggere attraverso la via lessicale, รจ strettamente legata alle capacitร  attentive.

SPOSTAMENTO DEI MOVIMENTI OCULARI

I movimenti oculari saccadici, sono rapidi spostamenti dellโ€™occhio che ci aiutano nella lettura. Nello stesso istante in cui decodifichiamo una parola, la periferia del fuoco attentivo รจ giร  passata ad analizzare la parola successiva. Questo permette, mentre decodifichiamo una parola, di iniziare a processare giร  la parola successiva che sta alla destra della precedente. Lavorando con la periferia del fuoco attentivo, non si crea interferenza rispetto alla parola che si sta processando, ma ci da informazioni utili per la lettura della parola successiva come lunghezza e posizione. Questo ci permette di essere avvantaggiati e sapere giร  di quanto spostare il fuoco dellโ€™attenzione sulla parola successiva ed essere piรน fluidi nella lettura.

Ecco che, in alcune persone con dislessia, questi movimenti oculari saccadici non avvengono in modo ordinato ed efficiente. Sono presenti anzi molte regressioni oculari, quindi il fuoco dellโ€™attenzione tende a tornare indietro su parole giร  lette, il tempo impiegato nella fissazione della parola รจ molto ampio e i movimenti oculari in avanti sono molti, brevi e non efficienti.

Di seguito, un esempio di come vengano eseguiti i movimenti oculari saccadici di un normolettore e di una persona con dislessia. Come si puรฒ notare, la persona con dislessia tende a spostare le saccadi in maniera disordinata ed inefficiente, commettendo molte regressioni non informative.

bty La Dislessia pp. 35, Eva Benso, il leone verde 2011

Le persone con dislessia pertanto hanno difficoltร  nellโ€™automatizzare il modulo di lettura e nellโ€™automatizzare i movimenti oculari saccadici in modo che siano informativi e facilitino la lettura. Questo comporta un maggiore dispendio di energie che vengono, di conseguenza, tolte ad altri processi quali la comprensione del testo, la formulazione di risposte, il ragionamento e il collegamento fra argomenti giร  studiati. Tutto questo, porta inevitabilmente una persona dislessica a stancarsi prima rispetto ai normolettori, ad esaurire prima le risorse attentive avendo quindi difficoltร  a svolgere compiti molto lunghi e in cui la richiesta attentiva รจ molto alta (un esempio possono essere compiti in classe molto lunghi).

Bibliografia:
Baddeley, A.D. (2003), Working memory:looking back and looking forward, in “Nature Reviews Neuroscience”, 4, pp.829-839.
Benso E. (2011) La dislessia. Torino: Il leone verde.
Benso F. (2018) Attenzione esecutiva, memoria e autoregolazione. Firenze: Hogrefe.
Raz, A (2004), Anatomy of attentional networks in “Anatomic Record, Part B, New Anatomist” 281, pp. 21-36.

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DSA Come Migliorarne le Abilitร 

E’ possibile migliorare le abilitร  di un DSA?

DSA, bambini, ragazzi, leggere, libri

Come illustrato in un articolo precedente, quello che accomuna tutti i DSA รจ la mancanza di automatismi.
In questo articolo, cercheremo invece di capire come poter intervenire e migliorare le abilitร , non solo di bambini o ragazzi, ma anche degli adulti.

Quando eseguiamo una qualsiasi azione, sia essa fisica o mentale, utilizziamo delle energie. Cosรฌ come le energie fisiche non sono (ahimรจ) infinite, anche quelle mentali si esauriscono.
Le risorse che abbiamo a disposizione per eseguire le operazioni mentali sono infatti limitate.
Questo significa che per eseguire unโ€™azione utilizziamo una parte di risorse. Piรน lโ€™azione che dobbiamo eseguire รจ automatizzata, meno risorse utilizziamo. Utilizzando poche risorse, potremo spenderne altre per eseguire unโ€™altra azione contemporaneamente.

Un esempio calzante รจ la guida. Le prime volte in cui si impara a guidare, tutte le risorse sono impiegate nella guida stessa e non siamo in grado di svolgere ulteriori azioni come parlare o ascoltare. Man mano che acquisiamo sicurezza nella guida (il processo diventa automatico) ecco che siamo in grado non solo di guidare con maggiore disinvoltura, ma anche di svolgere altre operazioni come parlare al passeggero, ascoltare la musica,โ€ฆ
Il processo di guida, torna a necessitare di piรน risorse attentive nel momento in cui, ad esempio, ci troviamo a guidare in una cittร  che non conosciamo o in un paese in cui la guida รจ a sinistra. In questi casi, avremo bisogno di essere nuovamente concentrati al massimo sulla guida perchรฉ sono presenti stimoli diversi dal solito e che non sappiamo โ€œprocessareโ€ in maniera automatica.

Allo stesso modo, una persona con DSA. non รจ in grado di automatizzare la lettura, la scrittura o il calcolo. Questo significa che dovrร  investire sempre una grande quantitร  di risorse cognitive per svolgere tali operazioni.

Quello che si puรฒ fare รจ lavorare sulla memoria di lavoro e sulle capacitร  attentive.
Si cerca, attraverso un potenziamento specifico di aumentare la capacitร  sia della memoria di lavoro, sia dellโ€™attenzione sotto tutte le sue forme.
Aumentare le risorse attentive e il modo di gestirle, significa aumentare le risorse cognitive che abbiamo a disposizione per eseguire le varie operazioni e, quindi, lavorare sugli automatismi.

Lโ€™obiettivo principale, pertanto, non รจ lavorare direttamente sulle capacitร  di lettura, scrittura o calcolo, ma sulle risorse che ne permettono lo sviluppo.
In questo modo, si otterrร  anche un miglioramento conseguente sulle capacitร  di apprendimento che risulteranno piรน automatizzate. Ciรฒ permette alle persone con D.S.A. di avere a disposizione ulteriori risorse per svolgere altre operazioni.


Cosa sono la memoria di lavoro e lโ€™attenzione?

La memoria di lavoro (ML) รจ una particolare tipologia di memoria a breve termine, che ci permette di tenere a mente le informazioni per eseguire delle operazioni mentali su di esse.
La ML รจ utilizzata innumerevoli volte durante la giornata, essa ci permette infatti di tenere a mente un numero di telefono suddividendolo in raggruppamenti di 3 numeri o di conservare informazioni sulle lettere, per poi completare la decodifica della parola.

Lโ€™attenzione รจ un processo cognitivo che permette di selezionare le informazioni necessarie, escludendo i distrattori e il rumore di fondo. Ci permette, pertanto, di concentrarci su uno stimolo target, senza farci distrarre dallโ€™ambiente circostante.
Ci sono molte tipologie di attenzione: 
โ€“ divisa >> riuscire a prestare attenzione su piรน stimoli contemporaneamente;
โ€“ selettiva >> concentrarsi su un solo elemento per volta;
โ€“ mantenuta >> protrarre lโ€™attenzione per un tempo piuttosto lungo su una qualsiasi operazione;
โ€“ alternata >> capacitร  di alternare lโ€™attenzione fra due stimoli diversi;

Appare pertanto evidente lโ€™importanza sia della memoria di lavoro, sia di tutte le tipologie di attenzione per sviluppare le abilitร  di apprendimento (lettura, scrittura e calcolo). Se, ad esempio, la ML ci permette di tenere a mente lโ€™inizio della parola che stiamo leggendo, per poi individuarla nella sua interezza e comprenderla, lโ€™attenzione ci permette di selezionare quella parola, spostare le risorse da una lettera a quella successiva, ignorare i distrattori e aggiornare la ML.

Bibliografia:
Baddeley, A.D. (2003), Working memory:looking back and looking forward, in “Nature Reviews Neuroscience”, 4, pp.829-839.
Benso E. (2011) La dislessia. Torino: Il leone verde.
Benso F. (2018) Attenzione esecutiva, memoria e autoregolazione. Firenze: Hogrefe.
Raz, A (2004), Anatomy of attentional networks in “Anatomic Record, Part B, New Anatomist” 281, pp. 21-36.

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Bambini e Arti Marziali

Il ruolo delle Arti Marziali nello Sviluppo Psicofisico del Bambino (e dell’Adulto)

Come le Arti Marziali aiutino a sviluppare Attenzione e Autocontrollo

Le Arti Marziali sono discipline basate sull’inscindibile fusione di mente e corpo. Non sono una semplice ginnastica o una semplice attivitร  sportiva. Sono qualcosa di diverso, qualcosa che va oltre. Ci sono molte tipologie di Arti Marziali, tutte accomunate da alcuni principi fondamentali quali un lungo percorso storico alle spalle, un significato psicologico profondo e uno scopo educativo.

L’attivitร  corporea strutturata ha molti benefici sulla persona, sia a livello fisico, sia a livello psicologico. In modo particolare le Arti Marziali concorrono a migliorare l’autostima, a sviluppare la sfera emotiva e l’empatia verso l’altro, aiutano a sperimentare rapporti con i pari, la collaborazione per arrivare ad uno scopo comune, il rispetto delle regole sociali e la perseveranza.

Un aspetto da non sottovalutare per chi pratica arti marziali, e che le distingue dagli altri sport, รจ il rapporto con il Sensei. La parola Sensei consta di due parti: sen, che significaโ€œprimaโ€ e sei, che significa โ€œvitaโ€. Il Sensei รจ, pertanto, qualcuno piรน avanti nel percorso della vita. E’ qualcuno che, attraverso l’insegnamento delle arti marziali stimola il progresso personale di ciascun allievo e lo fa nel Dojo (Do = via; Jo = Luogo). Il Dojo, non รจ una semplice palestra, ma un luogo dove ci si imbarca nel viaggio della scoperta, guidati appunto da qualcuno che vi รจ passato prima di noi.

In concreto…cosa aiutano a sviluppare le arti marziali?

Le arti marziali aiutano a:

– Sviluppare e potenziare le Funzione Esecutive e Attentive come l’allerta, ovvero la capacitร  di prestare attenzione fino al segnale di avvio e iniziare un’azione; il controllo della risposta, ovvero la capacitร  di monitorare quale sia il momento opportuno per agire; l’attenzione in tutte le sue declinazioni; il problem solving e la memoria di lavoro, in quanto รจ necessario ascoltare le indicazioni, elaborarle e tenerle a mente per metterle in pratica al momento giusto.

Gestire i conflitti della vita quotidiana, insegnando l’assertivitร .
Gestire i conflitti in maniera assertiva, significa essere in grado di gestirli evitando l’aggressivitร . Avendo la capacitร  di comunicare in maniera non aggressiva, ascoltare l’altro senza prevaricarlo e giungere ad una soluzione che sia il piรน favorevole possibile per entrambi.

Imparare rispetto e tolleranza verso i propri pari, sviluppando qualitร  sociali come l’empatia, la collaborazione, la responsabilitร  e la conoscenza dei propri limiti.

– Mantenere una condizione psicologica di rilassamento, che passa attraverso lo sviluppo dell’autostima e della respirazione. Tale condizione permette di non farsi sopraffare da emozioni negative e paure, tenendo sempre a mente chi siamo e i nostri obiettivi.

– Sviluppare la capacitร  di attendere una gratificazione, quindi della memoria prospettica che permette di immaginarsi lo scopo finale, anche se lontano nel tempo, e impegnarsi quotidianamente per un obiettivo che va al di lร  dei singoli allenamenti.

– Sviluppare la determinazione di impegnarsi in un percorso lungo e importante con la capacitร  di affrontare le difficoltร  che, inevitabilmente, si incontrano durante la vita

– Sviluppare l’Autocontrollo, ovvero la capacitร  di gestire le proprie emozioni, i propri istinti, il proprio corpo e la propria mente.

Le Arti Marziali, permettono pertanto, se insegnate con criterio e con le giuste competenze, di sviluppare capacitร  sia dal punto di vista cognitivo, sia dal punto di vista affettivo e sociale. Diversi studi hanno infatti riportato come le Arti Marziali siano indicate anche per tutti quei bambini che hanno difficoltร  di attenzione e di apprendimento.

Bibliografia:
Antonietti R., Educare al conflitto: il ruolo delle arti marziali.Stage Nazionale Aikido – Fesik e D.A. Diretto dal M. Dott. Michel Nehme โ€“ 24-26/9/10 Gaeta.
FACCIOLI, LUCIANO & ARDU, ELEONORA & Benso, Francesco. (2015). Funzioni Attentive Esecutive, gioco del calcio e apprendimenti. Difficoltร  in Matematica Erickson Trento. 201 . 215.
Luccherino L. e Pezzica S., Sport e ADHD: un Campus Estivo residenziale per adolescenti con Disturbo da Defi cit di Attenzione e Iperattivitร .Psichiatria dellโ€™infanzia e dellโ€™adolescenza (2012), vol. 79: 467-478.