Chi sono

Qualcosa di me

Letizia Giribaldi sorridente

Credo che ogni persona abbia una storia unica, fatta di esperienze, domande, risorse e fragilità che meritano di essere accolte con rispetto.

È questa convinzione che mi accompagna ogni giorno nel mio lavoro e che continua a guidarmi anche come persona. Per me la terapia non è il luogo in cui qualcuno ci dice chi siamo, ma uno spazio in cui possiamo ascoltarci con più attenzione, comprendere ciò che stiamo vivendo e ritrovare, passo dopo passo, la nostra direzione.

Il mio modo di stare accanto alle persone

Negli anni ho scoperto che il mio modo di fare terapia nasce da alcune convinzioni che continuano a guidarmi ogni volta che incontro una persona.

Non sono regole né risposte valide per tutti. Sono il modo in cui scelgo di stare accanto a chi attraversa un momento di difficoltà, con l’idea che ogni percorso sia unico e meriti di essere ascoltato con rispetto.

Durante una tempesta è difficile vedere il fondale del mare. Eppure il fondale non smette di esistere

Nessuno si conosce meglio di te.

Nessuno vive la tua vita da più tempo di te. Per questo non penso alla terapia come a un luogo in cui qualcuno ti dice chi sei o quale strada dovresti prendere. La immagino piuttosto come uno spazio in cui osservare insieme ciò che stai vivendo, dare un nome a ciò che senti e ritrovare, poco alla volta, ciò che dentro di te è già presente.

Non c’è una strada prestabilita da seguire. C’è la tua.

Camminare insieme

Ogni percorso ha tempi, ostacoli e direzioni diverse. Per questo non mi considero una guida che indica il cammino, ma una compagna di viaggio che procede accanto a te. A volte sarà il momento di fermarsi, altre di osservare ciò che accade da un’altra prospettiva. Sarà sempre il tuo percorso, costruito rispettando ciò che senti e il ritmo con cui sei pronto ad affrontarlo.

Forse quello che oggi ti fa soffrire sta cercando di dirti qualcosa

Ascoltare prima di combattere

Ansia, tristezza, rabbia o senso di smarrimento fanno male e spesso il desiderio è quello di farli sparire il prima possibile. Eppure, prima ancora di combatterli, può essere utile chiedersi che cosa stanno cercando di raccontare. A volte il sintomo è il modo con cui una parte di noi prova a richiamare la nostra attenzione verso qualcosa che ha bisogno di essere visto e compreso.

Ogni domanda rappresenta un seme, ma non tutte le risposte germogliano subito.

Le domande hanno il loro tempo

A volte una parte di noi desidera con forza trovare delle risposte. Eppure non sempre siamo pronti a leggerle. Credo che il nostro organismo possieda una saggezza profonda: quando una verità è ancora troppo difficile da accogliere, può scegliere di proteggerci, lasciandola emergere solo quando saremo pronti.

Per questo non è importante trovare subito tutte le risposte. È importante imparare a stare nelle domande. Se abbiamo avuto il coraggio di porci quelle giuste, prima o poi le risposte arriveranno. A volte durante il percorso terapeutico, altre quando la terapia è ormai terminata.

Il nostro compito non è forzarle, ma prenderci cura del terreno perché quel seme possa germogliare e creare, dentro di noi, nuovi collegamenti e nuove possibilità.

Dentro di te potrebbe esserci già molto più di quanto riesci a vedere oggi

Aiutare ciò che è già presente a emergere

Un seme, per quanto piccolo, racchiude già tutto ciò che gli serve per diventare, un giorno, una pianta. Nessuno può trasformarlo in qualcosa di diverso da ciò che è. Può crescere solo se trova le condizioni giuste, e una delle più importanti è il tempo.

Credo che anche le persone custodiscano dentro di sé risorse, possibilità e parti ancora inesplorate. La terapia, per me, non consiste nell’aggiungere qualcosa che manca, ma nel creare insieme lo spazio perché ciò che è già presente possa emergere, crescere e trovare la propria forma, senza forzature e senza perdere autenticità.

Letizia Giribaldi seduta davanti a un lago in montagna

Uno sguardo sul mondo

Mi capita spesso di pensare attraverso immagini. Forse perché sono affascinata dalla natura, dove ciò che appare più semplice custodisce spesso una straordinaria complessità. Succede anche durante i colloqui: mentre una persona racconta la propria storia, nella mia mente prendono forma metafore che, a volte, aiutano a dare un nome a ciò che con le sole parole è difficile esprimere. Non servono a spiegare la persona, ma a offrirle un’immagine nuova da cui guardare sé stessa.

Amo il mare, il silenzio dei boschi e la semplicità di un fiore. Mi piace fermarmi davanti a ciò che, a prima vista, sembra semplice e scoprire quanta complessità custodisca.

Forse è per questo che ho deciso di fare la psicoterapeuta

L’essere umano mi affascina per lo stesso motivo: dietro a un’emozione, a un gesto o a un sintomo esiste sempre una storia più profonda, che merita tempo, rispetto e curiosità.

Le arti marziali mi accompagnano da molti anni e mi ricordano ogni giorno che non esiste un momento in cui possiamo dire di aver imparato tutto. Ogni traguardo diventa un nuovo punto di partenza, ogni passo apre la strada a qualcosa che ancora non conosciamo.

Credo che accada lo stesso anche nella vita.

Non finiamo mai di scoprire chi siamo.

Ed è proprio questa possibilità di continuare a conoscere, crescere e trasformarci che rende ogni percorso così prezioso.
Forse è per questo che amo il mio lavoro: perché, in fondo, non sento una vera differenza tra la persona che sono e la terapeuta che cerco di essere. In entrambi i casi continuo a lasciarmi guidare dalla curiosità, dall’ascolto e dal desiderio di comprendere ciò che rende ciascuno di noi uni

Durante il tirocinio presso S.A.I.P.S. ho iniziato a confrontarmi con la valutazione psicologica e neuropsicologica, con particolare attenzione a DSA e BES.

L’incontro con il mondo dei DSA

Presso SPEV – Servizio di Potenziamento Cognitivo per l’età Evolutiva ho approfondito la valutazione e il potenziamento delle difficoltà di apprendimento e delle funzioni cognitive.

Iscrizione all’Albo degli Psicologi

Psicologia perinatale

Master breve in Psicologia Perinatale

La neuropsicologia in ambito ospedaliero

Durante il tirocinio per la formazione in psicoterapia ho svolto la mia esperienza presso il reparto di Neuropsicologia dell’Ospedale Pierantoni di Forlì.

Trattamento Cognitivo Integrato – Metodo Benso

Trainer di I livello

L’incontro con la sofferenza psicologica

Durante il tirocinio per la formazione in psicoterapia ho svolto la mia esperienza presso il reparto dedicato ai Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Ospedale di Ravenna.

La specializzazione in psicoterapia

Diploma di specializzazione in Psicoterapia
Scuola di Psicoterapia Integrativa Interdisciplinare di Firenze – SPII

Una formazione che ha profondamente influenzato il mio modo di intendere la terapia: non come un percorso in cui qualcuno indica una strada, ma come uno spazio in cui poter trovare la propria.

Continuo a formarmi, perché credo che nel nostro lavoro non si finisca mai di imparare.