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Quanto siamo influenzabili dai giudizi altrui?

Il conformismo e gli esperimenti di Ash (parte I)

Abbiamo visto nel precedente articolo quanto la situazione possa influenzare il nostro comportamento. Vediamo oggi quanto sia facile conformarsi alle idee di un gruppo.

Cosa si intende per conformismo?

Per conformismo si intende un cambiamento del comportamento, dei pensieri e dei sentimenti delle persone a seguito della pressione, reale o immaginaria, di un gruppo.

Prima di procedere a raccontare uno dei tanti esperimenti fatti in questo ambito, รจ importante spiegare cosa sia la norma sociale. ย Essa รจ una regola condivisa, implicitamente o esplicitamente, da un gruppo. Lโ€™ interazione tra i diversi componenti di un gruppo fa sรฌ che pensieri e comportamenti divengano simili tra loro. In presenza di un compito valutativo, ambiguo o ben definito, i giudizi dei singoli individui finiscono per convergere. Da qui nasce la norma sociale.

Esperimento di Asch sulla pressione del gruppo

Lo scopo di questo esperimento รจ quello di comprendere quanto la pressione di gruppo, possa fare cambiare opinione al singolo.

In questo esperimento ci sono 7 complici dello sperimentatore e 1 soggetto ingenuo. Il compito รจ quello di valutare quale di 3 linee verticali, di diversa lunghezza, sia uguale alla linea standard. E’ quindi un compito percettivo NON ambiguo.

I complici dello sperimentatore, forniscono risposte sbagliate in maniera unanime. Si osserva come il soggetto ingenuo, dapprima convinto della sua risposta, mano a mano che il tempo passa, modifica la sua risposta aderendo alla risposta sbagliata del gruppo. Il 76% dei soggetti ingenui, si conforma almeno una volta al giudizio erroneo, ma condiviso del gruppo.

Perchรฉ ci facciamo influenzare cosรฌ tanto?

Innanzitutto รจ necessario distinguere un cambiamento superficiale, quindi un cambiamento in cui non crediamo fino in fondo, da un cambiamento reale e profondo.

Cerchiamo di far convergere sentimenti e comportamenti verso una norma comune in quanto crediamo che il gruppo abbia ragione e perchรฉ vogliamo essere accettati dal gruppo. A questo si aggiunge lโ€™effetto di consenso illusorio, ovvero la tendenza a sopravvalutare la concordanza altrui rispetto alle proprie opinioni e ai propri comportamenti. Inoltre, vedere il mondo come lo vede la maggior parte delle persone e concordare con le opinioni altrui, aumenta il nostro senso di sicurezza.

Quali riflessioni possiamo trarne?

Quello raccontato, รจ soltanto uno dei tanti esperimenti eseguiti in questo ambito per studiare lโ€™influenza che i gruppi hanno sul singolo. Lo scopo era quello di essere un poโ€™ piรน consapevoli di quanto siano volubili i nostri giudizi e i nostri pensieri. Pensare con la propria testa รจ di fondamentale importanza. Siamo, come abbiamo visto, facilmente influenzabili anche per giudizi oggettivi, figurarsi per aspetti soggettivi della realtร ! Questo deve portarci a riflettere su quanto sia importante pensare in maniera individuale, studiare e approfondire da fonti certe. รˆ importante soprattutto in questโ€™epoca in cui le notizie false circolano liberamente senza controllo e rischiano di influenzare la nostra vita, i nostri pensieri e i nostri comportamenti senza che ce ne rendiamo conto.

Cerchiamo di credere in noi stessi e, davanti ai dubbi, di studiare e approfondire.

Bibliografia:
Delcuratolo, C. (2016). Conformismo E Obbedienza. Gli Esperimenti Di Milgram E Zimabardo, La Critica Di Haslam E Reicher.ย Piesse, Anno 2 N. 1

Curiositร 

Il Comportamento Prescinde dalla Situazione?

L’esperimento della prigione di Stanford

siamo davvero cosรฌ buoni?

Oggi parleremo di uno dei piรน famosi esperimenti che siano mai stati fatti in ambito di psicologia sociale: lโ€™esperimento della Prigione di Stanford del 1971 ad opera del dott. Zimbardo. Lo scopo di quell’esperimento fu dimostrare come il comportamento degradato e violento che si osserva all’interno di alcune istituzioni, come il carcere, sia legato a particolari caratteristiche situazionali. Piรน semplicemente, si voleva dimostrare che il comportamento violento non dipende da caratteristiche personali innate, quanto piuttosto dalla situazione in cui si trovano le persone.

Svolgimento dellโ€™esperimento

Lโ€™esperimento sarebbe dovuto durare 2 settimane e si svolse nei seminterrati dellโ€™Universitร  di Stanford a Palo Alto, dove fu riprodotto lโ€™ambiente carcerario. Furono selezionati, attraverso test e approfondimenti psicologici, 24 studenti giudicati rappresentativi della classe media. Furono poi assegnati in maniera casuale a due gruppi: guardie o detenuti.

Le guardie indossavano uniformi color cachi, occhiali da sole riflettenti (per evitare che i detenuti potessero instaurare un contatto visivo), manganello, fischietto e manette. I detenuti indossavano, invece, divise uguali su cui vi era un numero, un cappello di plastica e una catena ad una caviglia.

Le guardie avevano il compito di mantenere lโ€™ordine, mentre i detenuti avevano regole piรน rigide rispetto, ad esempio alla consumazione dei pasti e alle attivitร  da svolgere.

Lโ€™esperimento fu interrotto dopo soli 6 giorni, in quanto il trattamento che le guardie riservavano ai prigionieri era disumanizzante e sorprendentemente aggressivo. Dopo solo 2 giorni, iniziarono a verificarsi i primi episodi di violenza: i prigionieri si chiusero nelle celle e le guardie passarono alle maniere forti, utilizzando anche strategie psicologie per rompere il loro legame di solidarietร . Le guardie, tra le altre cose, costrinsero i prigionieri a defecare in secchi che non potevano vuotare.

In questo clima, i prigionieri iniziarono ad accusare segni di compromissione con la realtร . Al quinto giorno i prigionieri mostravano un comportamento passivo, mentre le guardie continuavano a perpetrare comportamenti sadici e dispotici.

Cosa ci insegna questo sul nostro comportamento?

Questo esperimento, come altri di quellโ€™epoca, รจ andato contro i principi etici che dovrebbero governare la ricerca scientifica, ma ci permette di trarre conclusioni molto importanti e non scontate.

Alcuni comportamenti violenti, non sono da imputare ad una qualche ereditarietร  genetica, quanto piuttosto all’ambiente e alla situazione in cui ci troviamo. Questo esperimento ci permette di prendere coscienza di quanto sia vulnerabile lโ€™essere umano e quanto poco possa impiegare per andare contro i suoi stessi principi, dimenticandoli e calpestandoli. Ricordiamo infatti che sia i detenuti, sia le guardie erano studenti ed erano a conoscenza di prendere parte ad un esperimento. Sono bastati solo 6 giorni per disumanizzare le persone, da una parte e dall’altra e sono bastati solo 6 giorni affinchรฉ negli studenti che interpretavano le guardie, prendesse il sopravvento un comportamento autoritario, violento e disumanizzante nei confronti degli altri studenti.

Questo deve farci riflettere su molti aspetti, uno fra tutti: mai sopravvalutare gli ideali in cui crediamo e mai pensare di essere immuni a farsi influenzare dalla situazione. Purtroppo lโ€™essere umano รจ molto debole e il rischio di cedere all’influenza situazionale รจ molto alta e, spesso, incontrollabile.
E’ necessario riflettere sempre su quello che facciamo e come agiamo, senza mai dare per scontato che il nostro comportamento sia corretto.

I temi dell’obbedienza all’autoritร , del conformismo e dell’aggressivitร  sono temi molto complessi e meritano ulteriori approfondimenti. Scopo di questo articolo era soltanto quello di far riflettere e di accendere un minimo di criticitร  e curiositร  rispetto ai nostri e altrui comportamenti.

Bibliografia:
Delcuratolo, C. (2016). Conformismo e obbedienza. Gli esperimenti di milgram e zimabardo, la critica di haslam e reicher. Piesse, anno 2 n. 1

Curiositร 

Stimolazione Cognitiva

L’Importanza di Allenare il Cervello e la Mente

stimolazione cognitiva

Con il progredire del tempo, delle tecnologie e del benessere, l’aspettativa di vita si รจ allungata. In Italia il numero di anziani di etร  compresa tra i 65 e 74 anni รจ otto volte maggiore rispetto all’inizio del secolo scorso, mentre gli anziani con etร  superiore a 85 anni sono aumentati di oltre ventiquattro volte.
Con l’aumento dell’etร , sono in aumento anche le patologie etร -correlate come quelle cardiovascolari e neurodegenerative come le demenze.

Questo ci impone una maggiore attenzione alla salute nella terza etร , salute sia fisica, sia mentale.
Con il passare degli anni, si iniziano ad avvertire dei cambiamenti mentali, spesso si รจ piรน lenti ad eseguire delle azioni o ci si stanca piรน facilmente di prima. Alcuni cambiamenti sono fisiologici al passare del tempo, mentre altri possono essere indicatori di una patologia.
In entrambi i casi, si puรฒ ricorrere alla stimolazione cognitiva.

Che cos’รจ la Stimolazione Cognitiva?

Possiamo definire la stimolazione cognitiva come un allenamento per il nostro cervello. Esistono diverse tipologie di stimolazione cognitiva, ognuna basata sulle esigenze della persona. In generale possiamo affermare che, attraverso la stimolazione cognitiva, รจ possibile allenare il cervello e le funzioni cognitive come attenzione, memoria, memoria di lavoro, orientamento temporale e spaziale, elaborazione delle informazioni, avvio di azioni, ragionamento visuo-spaziale e molte altre funzioni.

Quando iniziare una Stimolazione Cognitiva?

La stimolazione cognitiva รจ indicata sia per le persone adulte che avvertono defaillances nel lavoro o nello studio, sia per persone anziane. Il calo delle funzioni cognitive puรฒ, infatti, essere legato anche ad un periodo particolarmente stressante e non solo legato all’avanzamento dell’etร .
Si puรฒ quindi intraprendere un percorso di potenziamento cognitivo sia per migliorare le proprie abilitร  in ambito lavorativo e di studio, sia per rallentare la perdita di tali abilitร .

Perchรฉ รจ importante allenare il cervello?

Allenare il cervello permette da una parte di potenziare le nostre abilitร  di attenzione, di memoria e di ragionamento, dall’altra piรน alleniamo il nostro cervello, piรน lo proteggiamo da possibili deterioramenti.
Nel caso in cui giungesse una malattia neurodegenerativa, un cervello allenato mostra i segni di declino piรน tardi rispetto ad un cervello poco allenato. Proprio per questo รจ importante tenere sempre in allenamento il cervello e la mente.
La stimolazione cognitiva รจ quindi indicata per tutte le persone che vogliano migliorare le proprie abilitร  o che vogliano rallentarne il declino.
Questo รจ possibile proprio perchรฉ la stimolazione cognitiva รจ tarata su ogni persona, studiando un percorso apposito per le proprie esigenze e capacitร  mentali.

Sitografia:
https://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/html/relazioni/16PDL0045800.html

Per Maggiori Informazioni:

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Paragoni e figli

Perchรฉ รจ sbagliato fare paragoni tra i figli

Paragonare i figli

Capita molto spesso di fare dei paragoni e capita ancora di piรน di fare paragoni fra i propri figli o bambini di pari etร , siano essi cugini, compagni di scuola o amici.
Confrontare le persone รจ un processo cognitivo che facciamo tutti, piรน o meno involontariamente. Spesso noi stessi ci confrontiamo con altri, un poโ€™ per capire i nostri punti di forza o di debolezza, un poโ€™ per scoprire dove poter migliorare e come risultiamo agli occhi degli altri. Eโ€™ dunque un processo che si fa, ma รจ sconsigliabile farlo con i bambini e soprattutto davanti ad essi.

Perchรฉ รจ meglio non paragonare i bambini?

Siano essi fratelli o compagni di scuola, รจ sempre meglio non parlare con qualcun altro, davanti ai bambini delle proprie qualitร  o difetti. Anche se sembra che i bambini siano intenti a giocare o a guardare la televisione, essi hanno la capacitร  di captare tutto quello che sarebbe meglio non sentissero.

Pertanto, se vogliamo discutere su difetti e pregi dei nostri bambini, รจ sempre meglio farlo quando loro non sono presenti nella stanza.

Questo per diversi motivi, da una parte potrebbero non essere contenti di quel confronto e potrebbero non accettare le critiche, sebbene involontarie. Infatti non ci stiamo rivolgendo direttamente a loro, spiegando bene cosa potrebbero migliorare, essi stanno di fatto origliando o semplicemente ascoltando un discorso fra persone grandi.

E questo li pone come spettatori di un discorso di cui loro sono i protagonisti, ma a cui non possono partecipare. Pertanto possono soltanto accettare passivamente il discorso, elaborandolo per conto proprio.

Dall’altra parte, anche se il confronto รจ volto al positivo e rivolgiamo solo complimenti, rischiamo di innescare il contorto meccanismo del confronto. Anche se lรฌ per lรฌ non ci sembra grave, bisogna sempre ricordare che i bambini crescono e diventano adolescenti e poi adulti. La fase dellโ€™adolescenza รจ molto complessa ed รจ caratterizzata giร  di suo dal confronto con gli altri, e serviranno a poco le parole โ€œnon paragonarti agli altri, ma pensa solo con la tua testaโ€ se, da piccoli, sono stati esposti (anche involontariamente) al meccanismo del paragone.

Il paragone รจ un gioco pericoloso

Il rischio รจ quello che crescano utilizzando il paragone con gli altri come unitร  di misura. Cosรฌ facendo perรฒ non ci sono vincitori perchรฉ prenderemo sempre a paragone il bambino piรน bravo, il ragazzo piรน popolare, quello piรน bello, quello che ha voti alti, la ragazza piรน magra, quella piรน carina, quelli che hanno piรน amici.

Un gesto, un momento di chiacchiere distratte, se ripetuto molto spesso nel tempo, puรฒ portare ad innescare questo meccanismo che sarร  poi difficile da scardinare e che puรฒ far sentire piรน fragili.

Se questo dovesse avvenire tra fratelli, chiaramente sarebbe ancora piรน fastidioso poichรฉ la convivenza รจ totale e il rischio รจ quello di vivere in un continuo confronto, spesso non voluto, non cercato e del tutto involontario.
Chiaramente non bisogna allarmarsi, ma semplicemente avere qualche attenzione in piรน.

Alcuni Consigli

Se ci accorgiamo che il bambino/ragazzo ha intercettato le nostre parole, sarebbe importante parlargli successivamente di quanto ha ascoltato e spiegare bene cosa si intendeva, sia che si facesse un confronto al positivo, sia che si facesse al negativo. Proprio per evitare che il messaggio venga distorto e possa destabilizzarlo.

Oppure, se abbiamo notato un atteggiamento che non ci piace, รจ importante parlargliene senza metterlo a confronto con altri โ€œperchรฉ tuo fratello va bene a scuola e tu no?!โ€, cercando piuttosto di capire perchรฉ lui abbia piรน difficoltร  nel gestire alcune dinamiche.

Ognuno di noi รจ una persona a sรฉ e anche i bambini lo sono, dobbiamo rispettare le proprie peculiaritร  e i propri caratteri, senza voler trasporre un pregio dall’uno all’altro, ma accettandoli per quello che sono.

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Discalculia

Che cosโ€™รจ la Discalculia?

Discalculia

La discalculia fa parte dei Disturbi Specifici dellโ€™Apprendimento (DSA) e riguarda le abilitร  matematiche e di calcolo. Fanno parte dei DSA anche dislessia, disortografia e disgrafia, di cui abbiamo giร  parlato in articoli precedenti. Oggi approfondiamo lโ€™aspetto della discalculia, chiarendo alcuni punti fondamentali.

Fino ad adesso sono stati identificati almeno 2 profili di discalculia. Un primo profilo รจ relativo alle difficoltร  nella cognizione numerica di base e l’altro รจ relativo alle difficoltร  nelle procedure esecutive e del calcolo scritto.

Profilo 1: Discalculia e cognizione numerica di base

La cognizione numerica di base riguarda tutte quelle abilitร  innate che vengono sviluppate dai bambini dalla nascita in poi. Questo significa che ci sono alcune competenze numeriche che ognuno di noi sviluppa prima di accedere alla scuola primaria e che hanno una base innata. Mano a mano che il bambino cresce, sviluppa diverse competenze quali: subitizing (capacitร  di distinguere in modo rapido la quantitร  di un numero di oggetti), quantificazione, comparazione, seriazione e strategie di calcolo a mente. Queste sono le basi su cui poi si andranno a sviluppare le procedure esecutive che impariamo a scuola.

Esempi di Difficoltร  nella cognizione numerica di base

Bambini e ragazzi che non abbiano sviluppato appieno queste capacitร , possono, ad esempio, presentare difficoltร  nellโ€™ordinamento di numeri dal piรน piccolo al piรน grande su una linea immaginaria, avere difficoltร  nel distinguere velocemente insiemi piรน o meno numerosi o avere difficoltร  a distinguere quale numero รจ maggiore dellโ€™altro.

Si puรฒ fare qualcosa per questo profilo di discalculia?

Sรฌ! Nel caso in cui si notino alcune difficoltร  sopra descritte, รจ possibile sia fare un accertamento delle abilitร , sia impostare un percorso di potenziamento. Il percorso permetterร  di migliorare e consolidare le basi. Dato che si tratta di abilitร  che dovrebbero essere innate, prima si agisce e meglio รจ al fine di agevolare i futuri apprendimenti scolastici.

Profilo 2: Discalculia e procedure esecutive

Il secondo profilo di discalculia, si riferisce invece a difficoltร  relative alle procedure esecutive e alle difficoltร  di calcolo.
Fanno parte delle procedure esecutive la lettura, la scrittura e la messa in colonna dei numeri. Fanno, invece, parte delle difficoltร  di calcolo il recupero dei fatti numerici (tabelline e operazioni semplici) e gli algoritmi (regole) del calcolo scritto.

Esempi di difficoltร  e procedure esecutive

Chi rientra in questo secondo profilo puรฒ presentare difficoltร  nella lettura e scrittura dei numeri e confondere, ad esempio il 6 e il 9,  sbagliare nel mettere in colonna i numeri per eseguire le operazioni, avere difficoltร  nel ricordare le procedure per eseguire i calcoli e avere difficoltร  a ricordare anche le operazioni piรน semplici come le tabelline.

Si puรฒ fare qualcosa per questo profilo di discalculia?

Anche in questo caso la risposta รจ sรฌ! Eโ€™ possibile intervenire, sia per valutare realmente le abilitร , sia per potenziarle e aiutare i bambini e i ragazzi nelle procedure matematiche e nei calcoli.

Riassumendoโ€ฆ

Nel primo profilo descritto, si hanno difficoltร  rispetto alle procedure di base che dovrebbero essere innate, nel secondo profilo invece si hanno difficoltร  legate alle procedure esecutive.

La discalculia รจ diagnosticabile a partire dalla fine della 3ยฐ primaria, differentemente da dislessia e disortografia che possono essere diagnosticate a partire dalla fine della 2ยฐ primaria. Nonostante questo, รจ comunque possibile eseguire dei test che valutino i prerequisiti necessari per sviluppare correttamente le abilitร  numeriche e di calcolo.


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Disortografia e Disgrafia

Che Differenza c’รจ fra Disortografia e Disgrafia?

Disortografia e Disgrafia

La Disortografia e la Disgrafia fanno parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). I DSA sono disturbi del neurosviluppo che colpiscono una o piรน abilitร  fra lettura, scrittura e matematica. Si chiamano Specifici proprio perchรฉ colpiscono specificatamente queste aree, a fronte di unโ€™intelligenza nella norma.

Abbiamo giร  spiegato in articoli precedenti sia cosa siano, in generale, i DSA, sia cosa sia la Dislessia. Oggi cercheremo di chiarire cosa siano la disortografia e la disgrafia.

Aspetti comuni

Spesso si tende a confonderle perchรฉ sia la disortografia, sia la disgrafia sono difficoltร  specifiche di apprendimento legate alla scrittura. Tuttavia i loro aspetti in comune finiscono qui. Infattiโ€ฆ

Disortografia

La disortografia riguarda lโ€™ortografia, ovvero il modo di scrivere corrispondente alla norma grammaticale. Piรน semplicemente lโ€™ortografia si riferisce al rispetto delle regole grammaticali. Di conseguenza, per disortografia si intende un disturbo specifico di apprendimento tale per cui il ragazzo non riesce a rispettare alcune regole grammaticali e compie numerosi errori. Gli errori sono i piรน vari: errori nella scrittura delle doppie, dei gruppi consonantici gn-gli-ghi-ghe-gi-ge-ci-ce, errori nella scrittura delle parole con lโ€™apostrofo e con lโ€™H.

Le persone con disortografia conoscono le regole grammaticali, ma non sono in grado di applicarle in maniera automatica. Questo significa che mentre scrivono una frase o pensano al senso della frase o alle regole grammaticali. Motivo per cui, spesso, almeno per i primi tempi, negli scritti dei ragazzi con disortografia si da maggior peso al contenuto piuttosto che alla forma.

Si puรฒ fare qualcosa per la disortografia?

Certo! Per le persone con disortografia รจ possibile migliorare e cercare di rendere piรน automatica lโ€™applicazione delle regole. Il percorso รจ lungo e difficile, ma ci si puรฒ riuscire. Ovviamente nei momenti di agitazione e/ o di stanchezza, gli errori possono saltare nuovamente fuori.

Disgrafia

La disgrafia riguarda invece la calligrafia, ovvero la forma della scrittura ed in particolare quella in corsivo. Eโ€™ possibile diagnosticarla durante il ciclo della primaria, successivamente รจ piรน complicato perchรฉ crescendo ognuno di noi personalizza la propria calligrafia allontanandosi dalla scrittura accademica.

Una persona con disgrafia ha una calligrafia poco leggibile, quasi incomprensibile anche da se stessa. In genere รจ associata ad una gestione dello spazio-foglio non ottimale, quindi non riesce ad andare in linea, le lettere passano dall’ essere molto grandi ad essere molto piccole anche allโ€™ interno della stessa frase.

La disgrafia รจ pertanto legata alla motricitร  fine, persone con disgrafia hanno infatti anche difficoltร  in piccole cose della vita quotidiana come allacciarsi le scarpe o abbottonarsi la camicia o la giacca.

ย ย Si puรฒ fare qualcosa per la Disgrafia?

Anche qui la risposta รจ sรฌ, Si puรฒ fare molto! Attraverso un buon percorso della durata di circa un anno, si vede un miglioramento sia della calligrafia, sia della motricitร  fine negli aspetti quotidiani.

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Dislessia e Difficoltร  di Lettura

Sfatiamo i Falsi Miti e Facciamo Chiarezza

Dislessia e Difficoltร  di Lettura

Si sente spesso parlare di Dislessia e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), ma c’รจ ancora molta confusione su cosa siano e, soprattutto, su come aiutare e cosa aspettarsi da bambini, ragazzi e anche adulti con DSA.
Per un approfondimento su cosa siano i DSA rimandiamo ad un articolo precedente, cosรฌ come per l’approfondimento su come leggono le persone con dislessia.
In questo articolo cercheremo invece di sfatare qualche falso mito e qualche convinzione ancora presente.

Sfatiamo qualche falso mito sulla Dislessia!

“I ragazzi con dislessia hanno un’intelligenza sotto la norma”

FALSO! Bambini e ragazzi con dislessia o qualsiasi forma di DSA non hanno un’intelligenza sotto la norma. Anzi รจ proprio un criterio di esclusione, questo significa che il professionista prima di emettere una diagnosi di DSA, deve assicurarsi che l’intelligenza del bambino sia nella norma.

“Dislessici si diventa”

FALSO! Dislessici non si diventa, ma si รจ. E’, infatti, un disturbo del neurosviluppo. E’ possibile, tuttavia, che non ci si accorga immediatamente di questo disturbo se lieve e se il bambino attua giร  da solo alcuni metodi compensativi. Puรฒ tuttavia emergere in modo piรน severo con l’aumento delle richieste scolastiche.

“I bambini con dislessia non hanno voglia di leggere”

FALSO! Spesso a molti bambini con dislessia piace leggere, seppure fanno molta fatica.
La poca voglia di leggere da una parte รจ fisiologica, come per molti bambini a sviluppo tipico, dall’altra deriva dalla fatica che questi bambini fanno durante la lettura, portandoli a preferire l’ascolto del racconto piuttosto che la lettura.

“Se si รจ dislessici, non c’รจ piรน speranza”

FALSO! E’ possibile migliorare le capacitร  delle persone con dislessia o altri disturbi specifici dell’apprendimento. Prima si riesce ad individuare il disturbo, prima si puรฒ intervenire con un percorso mirato. E’ possibile migliorare anche per adolescenti e adulti!

“E’ vero che piรน si legge meglio รจ?”

Non proprio, questo puรฒ funzionare per un bambino a sviluppo tipico, ma non per un bambino con dislessia.

“Perchรฉ?”

La persona con dislessia non riesce ad automatizzare la lettura, leggere tanto non aiuta a renderla automatica perchรฉ prima รจ necessario lavorare su quello che sta sotto la dislessia come la memoria di lavoro e l’attenzione.

“Ragazzi con DSA devono scegliere scuole meno impegnative”

FALSO! I ragazzi con DSA devono scegliere la scuola che preferiscono, pensando al proprio futuro. L’importante รจ fare ogni anno un buon PDP (Piano Didattico Personalizzato) e seguire dei percorsi apposta per potenziare le proprie abilitร  e impostare un metodo di studio basato sui propri punti di forza.

Curiositร 

L'importanza della Responsabilitร …anche nei Bambini

E’ possibile insegnare ai Bambini ad essere Responsabili?

Bambini e Responsabilitร 

Responsabilitร  significa essere responsabili, sapersi assumere le conseguenze delle proprie decisioni. Non tutti sono capaci ad essere responsabili e non tutti comprendono l’importanza di esserlo. Si ritiene inoltre, il piรน delle volte, che spetti agli adulti essere responsabili e che i bambini non siano in grado di esserlo realmente, poichรฉ concetto difficile da spiegare, da far passare e, ancor di piรน, da agire.

Ci sono concetti piรน semplici e altri piรน complessi da insegnare ma, in entrambi i casi, non รจ semplice. Spesso si tende a delegare a quando sarร  grande, alcuni insegnamenti perchรฉ ritenuti inadatti o troppo complessi per i bambini, salvo poi ritrovarsi giovani adolescenti che fanno fatica a rapportarsi in maniera matura con il mondo. Puรฒ essere il caso della responsabilitร . Essere responsabili dovrebbe essere una caratteristica di tutti gli adulti, ma ricordiamoci che tutti gli adulti sono stati bambini e gli insegnamenti di concetti profondi, come questo, possono e devono iniziare in tenera etร .

Come si puรฒ spiegare ai bambini cosa significa essere responsabili e, ancor di piรน, come far sรฌ che essi stessi lo siano?

Il primo aspetto, al di lร  della spiegazione verbale su cosa significhi essere responsabile, รจ sicuramente l’esempio. Lo ribadiamo spesso, l’esempio รจ piรน importante delle parole per i bambini. Cosicchรฉ se noi adulti ci comportiamo in maniera responsabile, accettando le conseguenze delle nostre decisioni, i bambini impareranno da sรฉ cosa significhi.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, รจ consigliabile far provare loro cosa voglia dire essere responsabili. Piรน precisamente, far comprendere l’importanza di prendere una decisione e mantenerla per un tempo abbastanza lungo. Un esempio puรฒ essere quello della scelta dello sport. Oggigiorno vediamo bambini cambiare 7 sport in un anno, perchรฉ non si divertono, perchรฉ i compagni non sono simpatici, perchรฉ l’insegnante รจ severo, perchรฉ si stanca troppo,…
E’ sicuramente importante far provare diversi sport e far scegliere al bambino quello che preferisce, ma รจ altrettanto importante spiegare che, una volta presa una decisione, quella deve essere mantenuta non certo per sempre, ma almeno per quell’anno.
Le motivazioni sono molte, da una parte il rispetto per l’insegnante, dall’altro quello per i compagni che contano l’uno sull’altro e, non ultimo, imparare proprio cosa significhi prendere una decisione ed essere in grado di mantenerla. Viene da sรฉ che il bambino non debba essere lasciato solo nella scelta, ma รจ necessario prendersi un po’ di tempo per ponderare insieme quali siano gli aspetti positivi e quali quelli negativi per poi giungere ad una conclusione pensata e cosciente.
Quello dello sport รจ soltanto un esempio, se ne potrebbero fare tanti altri come i percorsi presso un professionista (sia esso psicologo, logopedista, psicomotricista ecc,…), corsi estivi, corsi per imparare una lingua, …

L’obiettivo non รจ quello di obbligare i bambini a svolgere un’attivitร  che non piace loro, quanto piuttosto a insegnare, con l’esempio diretto, cosa significhi assumersi le proprie responsabilitร , nel piccolo dello sport cosรฌ come nel mondo della scuola e in quello extrascolastico.
Imparare fin da piccoli cosa significhi assumersi la responsabilitร  aiuterร  in futuro sia a prendere le decisioni ponderando bene ogni aspetto, sia a impegnarsi realmente e con dedizione in un ambito specifico, sia esso uno sport o la scuola, sia un ambito divertente che piace molto, sia un ambito meno divertente ma assolutamente importante come la scuola.